La crisi della coppia e, ancor di più, la separazione, mettono in discussione non solo la qualità del legame affettivo, ma in generale le rappresentazioni al livello del Sé. Si innesca quindi un processo dinamico relazionale profondo, che se non elaborato, rischia di costituire un blocco evolutivo per tutti i membri della famiglia. Infatti, nella fase separativa, la famiglia e i suoi sottosistemi devono affrontare i seguenti eventi critici: la coppia coniugale scinde il proprio contratto; la coppia genitoriale riorganizza la propria relazione e le proprie funzioni; la triade genitori/figli affronta il cambiamento dovuto all’organizzazione dei genitori in due nuclei familiari distinti; la relazione dei figli con ciascun genitore, si riorganizza in base a nuove regole ed esigenze.
L’intervento clinico con le coppie in crisi è in grado di offrire uno spazio dove sarà possibile districare grovigli e sciogliere nodi emotivi, che limitano le potenzialità della coppia, attuando un’analisi delle modalità relazionali disfunzionali che contribuiscono a generare ed alimentare la crisi e/o il conflitto. Sarà inoltre possibile accrescere la consapevolezza dei genitori rispetto ai danni causati da tali comportamenti, al fine di trovare possibili nuove strategie e soluzioni efficaci nel rispetto dei bisogni di ognuno. L’intervento avrà l’obiettivo di facilitare il superamento della fase critica e la rinegoziazione del patto coniugale. L’intervento clinico con le coppie in via di separazione e/o separate è strutturato in colloqui che si svolgono, ove possibile, in presenza di entrambi i partner. Gli ex coniugi o ex conviventi verranno sostenuti nell’affrontare ed elaborare la fine del legame, che spesso nelle separazioni più conflittuali rischia di trasformarsi in un “legame disperante”. Gli obiettivi saranno quelli di fornire ai genitori la possibilità di trovare modalità nuove di gestione del conflitto e portare in salvo il legame genitoriale, recuperando la fiducia nell’altro nonostante delusioni e dolori scaturiti dalla separazione.
I percorsi di sostegno alla funzione genitoriale divengono imprescindibili quando la conflittualità è elevata e non permette agli ex coniugi (o ex partner delle convivenze more uxorio) di riconoscere i bisogni dei figli, di mantenere separate le identità di coniuge e di genitore. Ciò infatti può provocare dinamiche in cui il bambino resta coinvolto intensamente nelle dispute tra i genitori vivendo spesso un forte conflitto di lealtà . Altre volte al figlio viene preclusa, da uno dei due ex coniugi in lotta, la possibilità di accedere alla famiglia dell’altro oltre che all’”altro” vero e proprio, provocando una ulteriore lacerazione interna al fanciullo.
Gli interventi sul conflitto intendono facilitare il raggiungimento di alcuni obiettivi basilari come la salvaguardia della funzione genitoriale, tenuta separata dalla dimensione coniugale, il ripristino di una fiducia nel legame e nelle qualità dell’altro in quanto genitore, quando questi non sia gravemente disfunzionale, una reciproca minima legittimazione e la capacità di salvare qualche aspetto positivo della propria storia. L’intervento sul conflitto non significa quindi eliminarlo, ma adottare una diversa modalità di gestione della conflittualità, per esempio basata sulla collaborazione anziché sulla logica antagonistica, con la finalità di offrire maggiori garanzie affinché i genitori mantengano una comune genitorialità rispetto ai compiti di cura e di educazione dei figli Gli interventi si realizzano attraverso colloqui in cui lo psicologo, supporta il soggetto e/o la famiglia nel percorso di ridefinizione delle regole e delle distanze tra i vari sottosistemi (nonni, genitori, figli), chiarendo i nodi problematici e favorendo l’adempimento di compiti esistenziali da parte del soggetto e dei componenti della sua famiglia. Pertanto lo Psicologo contratta una serie di colloqui, coinvolgendo quei membri del sistema famiglia che ha individuato come significativi rispetto al problema presentato; analizza la situazione, valuta accuratamente le condizioni dell’utente/i e gli obiettivi da perseguire attraverso il progetto di intervento.
