La coordinazione genitoriale è un sistema di risoluzione alternativa delle controversie centrato sul minore, rivolta a genitori la cui alta conflittualità è persistente e può diventare un rischio evolutivo per i figli. Il Coordinatore genitoriale facilita la risoluzione dei conflitti aiutando a sviluppare una relazione cogenitoriale, centrando l’intervento con i genitori sui bisogni dei bambini. Monitora: l’accesso all’uno e all’altro genitore, la regolazione e la sicurezza del figlio/figli e il rispetto degli accordi stabiliti dal Tribunale, la sicurezza di tutti i partecipanti e la capacità di partecipare al processo di risoluzione; Interviene previa approvazione dei genitori o del Tribunale, prendendo decisioni nell’ambito del mandato o del contratto di nomina.
Sostanzialmente la Co.Ge aiuta i genitori a mettere in pratica la bigenitorialità attraverso l’implementazione e il mantenimento delle decisioni già assunte dall’Autorità Giudiziaria e di quelle che saranno prese all’interno del processo di Co.Ge. Il “piano genitoriale” è lo strumento definitivo al quale i genitori arriveranno incontro dopo incontro, su temi precisi da loro definiti fin dall’inizio (scuola, visite mediche, introduzione nuovi partner, tempo extrascolastico, passaggio dei bambini, decisioni previste dall’AA.GG. come ad esempio affido, collocamento ecc.).
Il compito del CG quindi è quello di rendere attuabili gli accordi e/o i mandati, monitorarne il rispetto e, solo con il consenso di entrambi i genitori implementarli. La centralità del bambino è il principio assoluto che guida l’intervento.
Il servizio di Co.Ge. garantisce il confronto regolare e costante con le diverse figure che hanno un ruolo attivo nel contesto familiare osservato, permette di condividere le diverse informazioni che i vari tecnici traggono dai loro singoli interventi (es. Educativa Territoriale, Assistente Sociale, Psicologo del Servizio di Psicologia dell’Età Evolutiva, NPI, tecnici della riabilitazione ed eventualmente Pediatra e altri Specialisti) per uniformare la lettura del caso, comprendendo sia i punti di forza e di debolezza dei genitori sia lo stato emotivo e fisico del minore.
