Gli interventi di sostegno specifici prendono spunto dalle situazioni spesso critiche tra genitori e figli, che si verificano ad esempio: nei passaggi evolutivi del ciclo vitale del nucleo familiare; nelle fasi di sviluppo dei figli in fase adolescenziale; nei momenti di crisi coniugale; nelle famiglie in fase di separazione e/o divorzio; nei momenti di definizione degli incontri tra genitori separati e figli non collocatari; nell’ambito del Servizio di Diritto di Visita e Relazione.
E’ stato pensato quale spazio privilegiato di osservazione, prevenzione e risoluzione dei possibili rifiuti e/o conflitti fra i genitori nelle situazioni sopra descritte e i figli, al fine di prevenire fenomeni psicopatologici che i minori possono sviluppare quando sono tirati in mezzo a gravi conflitti relazionali.
Gli interventi mirano a far migliorare la qualità della relazione e comprendere meglio, da parte del genitore, il punto di vista del figlio.
Il servizio pertanto, si realizzerà attraverso colloqui rivolti ai genitori e ai figli, per facilitare un processo positivo di relazione e comunicazione intergenerazionale e familiare. Si valorizza un’aperta espressione dei bisogni e delle istanze individuali, favorendo una loro integrazione con i bisogni degli altri componenti del nucleo. Particolare attenzione viene posta agli aspetti dell’espressione e della gestione delle emozioni, alle modalità autoregolative ed eteroregolative, ai processi comunicativi, evidenziando quelli disfunzionali e stimolando modalità più funzionali. Si forniscono indicazioni pratiche su come gestire particolari situazioni critiche e si stimolano i partecipanti a sperimentare, fra un incontro e l’altro, nuove modalità operative o relazionali, il cui esito viene poi discusso negli incontri successivi. Lo Psicologo sostanzialmente supporta ogni singolo genitore nella relazione con il minore, chiarendo i nodi problematici e favorendo l’adempimento di compiti esistenziali. Per situazioni più complesse potranno essere organizzati incontri protetti finalizzati al Servizio di diritto di visita e di relazione anche eventualmente con accesso spontaneo.
Metodologia: la metodologia prende spunto dalle linee guida del Servizio di Diritto di Visita e Relazione D.G.C. n. 335/2015 e pertanto gli interventi si svolgeranno con due operatori contemporaneamente. Per ogni intervento richiesto, verrà stabilita una riunione di presentazione del caso nella quale il Servizio Inviante e gli operatori del servizio, valuteranno la fattibilità del progetto e le specifiche azioni da attuare nei diversi ambiti di intervento. Ogni singolo caso preso in carico verrà assegnato a due operatori con funzione rispettivamente, al fine di rispondere in modo completo e differenziato alle esigenze di adulti e minori coinvolti nel percorso di recupero e/o mantenimento delle loro relazioni. Un operatore rivestirà una funzione di raccordo rispetto a tutto il progetto, mantenendo contatti costanti con il Servizio Inviante, nonché una funzione di guida rispetto all’intervento. L’altro operatore sarà invece, la figura di riferimento principale per il bambino, stabilirà fin dal primo incontro, una relazione privilegiata con lui, per sostenerlo durante gli incontri, per accogliere i suoi vissuti e per favorire l’esplicitazione delle emozioni provate; sarà impegnato, quando necessario, anche a sostenere il genitore incontrante, correggendo errori interattivi e sostenendo le capacità genitoriali evidenziate. Ogni genitore avrà un breve incontro individuale settimanale con lo specialista e sarà effettuato un incontro settimanale tra il minore e il genitore con cui ha la relazione più complessa.
L’intervento prevede quindi, riunioni di rete con il Servizio Sociale e il Gruppo Integrato di Lavoro (GIL) al fine di predisporre un progetto d’intervento ad hoc per il nucleo familiare, condivisione di procedure e metodologie; riunioni intermedie durante il percorso per la modulazione/rimodulazione delle attività in base alle esigenze rilevate; riunioni di rete con il Servizio Sociale per la restituzione del percorso effettuato dai genitori e dal minore.
Intervento innovativo “Parole in gruppo” da realizzare nell’ambito del Servizio stesso rivolta ai minori che incontrano uno o entrambi i genitori nel contesto protetto e che affrontano l’evento della separazione familiare e i successivi eventuali incontri in spazio neutro. L’obiettivo è offrire ai minori, che sperimentano una condizione di solitudine relativa alla specificità della cornice entro la quale vivono, loro malgrado, la possibilità di poterne parlare e offrire uno spazio in cui poter condividere, tra pari che si trovano in situazioni analoghe, emozioni e vissuti correlati, supportandoli nel processo di elaborazione. Il gruppo rappresenta uno spazio accogliente in cui i bambini possono esprimere ciò che sentono attraverso la parola, il gioco, la scrittura e il disegno; possono porre domande e avere informazioni, trovare sostegno e scambio tra coetanei. Attraverso il confronto e il rispecchiamento, possono trovare soluzioni pratiche ai piccoli e grandi problemi nella riorganizzazione familiare (ad es. la vita nelle due case, i nuovi compagni di mamma e papà, la distanza da un genitore, il conflitto tra i genitori) e identificarsi gli uni con gli altri per far tesoro delle reciproche esperienze, uscendo da quel sentimento di solitudine che spesso li colpisce. Il gruppo è rivolto ai minori tra i 6 e gli 11 anni. Ogni gruppo potrà essere composto da un minimo di 4 ad un massimo di 8 bambini e prevede 5 incontri diretti con i bambini, ciascuno della durata di 2 ore con cadenza settimanale. Nel caso di più fratelli, ne verrà inserito uno per gruppo (per favorire l’espressione individuale).
I genitori sono inclusi in diverse fasi dell’intervento:
- al momento della firma per autorizzare la partecipazione;
- prima dell’inizio dell’intervento (un incontro informativo sugli obiettivi del gruppo ed organizzazione dello stesso);
- in un incontro di restituzione finale insieme ai figli.
